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Communications

Premio Innovazione 2006

Roma, 20.10.2006
 
Ci sono momenti in cui l'innovazione smette di essere 'soltanto' fonte d'ispirazione, volontà, linea guida dell'agire di un gruppo aziendale e diventa cosa, realtà che si può toccare, mescolanza inedita di algoritmi e materia capace di riaggiornare l'agenda del possibile.

Uno di questi momenti, forse il principale nel calendario odierno del Gruppo Finmeccanica, è costituito dal Premio Innovazione, diventato in tre anni un appuntamento chiave, paradigmatico di un'azione aziendale che incoraggia a immaginare il futuro per poi costruirlo.

Della sua importanza, della crescente centralità di un Premio che esorta le persone di Finmeccanica a presentare idee e progetti innovativi collegati alle aree di business presidiate dalle società del Gruppo, parla con aritmetica chiarezza un numero di proposte quasi raddoppiato (dalle 320 del 2004 alle 625 dell'edizione appena conclusa) con una componente enormemente maggiore (da 10 a 250 in due anni) di idee provenienti da colleghi che operano all'estero.

Onore al merito, perciò, per le cinque proposte che hanno avuto la meglio tra le 82 arrivate in finale e sono riuscite a conquistarsi, ex aequo, i riconoscimenti tributati da una commissione composta da manager industriali di primo piano e professori universitari italiani ed esteri.

A Lorenzo Simone, Nicola Salerno, Dario Gelfusa, Francesco Barletta, Filippo Argentieri, Salvatore Clementi, Vincenzo Piloni di Alcatel Alenia Space e Antonio Perciante, Antonio Di Rocco e Gianluca Micucci di SELEX Communications è andato il premio per il progetto Key Technologies in Software Radio, volto a far dialogare tra loro forze di sicurezza che basano la loro comunicazione su differenti sistemi radio.

Alan Irvin, Bob Hansford, Nick Griffiths, Chris Harrison, Peter Wood, David Bowhay, Keith Hoskin, e poi a Giuseppe Gasparini, Andrea Campanile, Alberto Introini, Nicoletta Motta, Sergio Sartori e Gabriele Straulino, rispettivamente delle filiali inglese e italiana di AgustaWestland, hanno conseguito il riconoscimento per il progetto Helicopter Vibration Reduction Technologies, chiaramente volto - come rimarcato dal sottotitolo 2.000 cavalli... e non 'sentirli' - a un miglioramento delle prestazioni elicotteristiche connesso con una sostanziale riduzione delle vibrazioni.

Ian Baker e Peter Thorne di SELEX Sensors & Airborne Systems si sono invece visti premiare per il loro Topomorphic Focal Plane Arrays for Advanced Imaging Applications, che prevede di superare, grazie a una nuova logica di progettazione chiamata design topomorfico, gli attuali limiti all'utilizzo di dispositivi basati su pixel.

Mario Costantini e Massimo Zavagli di Telespazio hanno invece ricevuto una menzione speciale per la presentazione di un Sistema automatico di rilevazione di monitoraggio incendi da satellite in tempo reale realizzato in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile, che rende possibile l'individuazione da 36mila chilometri di altezza di incendi con dimensioni anche inferiori all'ettaro attraverso sensori ottici installati su satelliti geostazionari.

Apparecchiatura e procedimento per la fabbricazione di un tronco di fusoliera è poi il nome dell'invenzione, di straordinario valore strategico, con cui Alenia Aeronautica ha ottenuto il tributo per il Brevetto dell'Anno 2006, che fa da logico complemento al Premio Innovazione e ribadisce i criteri di concretezza e, appunto, brevettabilità che orientano le scelte di un Gruppo che l'Unione Europea ha di recente collocato al quinto posto nella classifica mondiale delle aziende con il più rapido tasso di crescita degli investimenti in ricerca e sviluppo.


Occasione per la consegna dei premi è stato, lo scorso 20 ottobre, l'evento Tecnologia e talento: i vettori del futuro, un titolo più che esplicito per una mattinata di lavoro e confronto condotta dalla giornalista Maria Concetta Mattei e ospitata nella cornice particolarmente adatta (a proposito di talento e tecnologia) del Rome Film Fest, il neonato e già notissimo festival del cinema di Roma che annovera Finmeccanica tra i suoi sponsor.

Della consegna dei premi si è occupato il professor Aldo Romano, ordinario di Gestione dell'Innovazione e direttore della Scuola Superiore Isufi dell'Università di Lecce nonché presidente della commissione esaminatrice del premio, mentre a rappresentare le istituzioni è intervenuto il viceministro dello Sviluppo Economico Sergio D'Antoni.

Il ruolo di primo piano svolto dal Premio Innovazione nell'approccio al business di Finmeccanica è stato inoltre sottolineato da una significativa partecipazione del vertice aziendale, a cominciare dal presidente e amministratore delegato Pier Francesco Guarguaglini, che in un'intervista ha illustrato pubblicamente le principali linee strategiche del Gruppo e spiegato perché l'innovazione ne sia di fatto il cuore, per proseguire con il direttore generale Giorgio Zappa, che ha aperto i lavori parlando di innovazione come assetto competitivo e agente del cambiamento culturale di un'impresa, e con il direttore tecnico centrale Giancarlo Grasso, che ha presentato alcuni dati sull'attività di ricerca e in particolare sul premio.

A premiare i vincitori oltre al Presidente Guarguaglini al Direttore Generale Zappa, al Direttore Centrale delle Risorse Umane Maglione e al Direttore Tecnico Centrale Grasso, sono intervenuti sul palco i due Condirettori Generali Remo Pertica ed Alessandro Pansa.

A Roberto Maglione, è inoltre andato il compito di presentare il master Fhink in International Business Engineering, altro piatto forte della giornata, per cui sono stati selezionati, tra le 3.600 domande pervenute, 29 neolaureati con un'età media di 25 anni provenienti da 15 differenti Paesi. Tre dei ragazzi - Sikan Chuapetcharasopon, tailandese e prima classificata alle selezioni, il capolista degli italiani Claudio Pezzullo e il messicano Ruben Cuellar - sono stati intervistati a proposito del master e delle proprie attese e aspettative rispetto a questo percorso di studi ed esperienze che avrà durata di 8 mesi ed è pensato nell'ottica di formare i "mestieri di domani".

Della necessità odierna di elevare l'innovazione a sistema, stabilendo un dialogo tra imprese, accademie e stati, si è invece parlato nella tavola rotonda moderata dal giornalista Alessandro Cecchi Paone che ha visto la partecipazione di Ezio Andrete, presidente dell'Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, Marco Iansiti, professore di Business Administration presso la Harvard Business School ed Emilio Vitale, preside della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Pisa.

Impossibile non menzionare, poi, la clamorosa presenza di Albert Einstein, che ha scambiato alcune battute con Cecchi Paone. Un gioco, ovviamente, in cui l'indimenticato genio è stato interpretato dall'insigne e 'impertinente' matematico Piergiorgio Odifreddi. Ma al tempo stesso un modo per dire che è anche per la capacità e il coraggio di 'pensare sbagliato' che passano, talvolta, creatività della scienza, sviluppo della conoscenza, attitudine al nuovo.
 
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