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Communications

Amedeo Modigliani

Roma, Complesso del Vittoriano, 24 febbraio 20 giugno 2006

Lo chiamavano Modė, con un accento probabilmente derivato dalla sua lunga permanenza parigina, e in molti hanno sottolineato l'assonanza con il termine, sempre francese, maudit, maledetto, in ragione di una natura d'artista in cui si fusero, come accade, grazia e turbolenza entrambe straordinarie.

Erano quasi 50 anni, precisamente dal 1959, che Roma non ospitava una mostra dedicata ad Amedeo Modigliani, ed č un motivo di interesse in pių per un'ampia antologica il cui obiettivo, nelle parole del curatore Rudy Chiappino "E' quello di mettere in risalto il grande valore della ricerca di Modigliani in quel clima assolutamente unico creatosi a Montmartre prima e a Montparnasse poi nella Parigi d'inizio Novecento".

Ma la Parigi delle avanguardie - Picasso, Bracque, Picabia, l'influenza di Toulouse Lautrec e Cézanne, l'amicizia con Brancusi - non č che il punto di approdo, per quanto strabiliante, di una mostra in cui sono esposte cento delle sue opere pių belle: dipinti a olio, acquarelli, tempere, sculture, disegni che racchiudono l'intero percorso di questo grande maestro del Novecento, a partire dai suoi esordi livornesi nel solco della pittura macchiaiola fino alla pių nota stagione parigina e al suo tragico epilogo.

Alla mostra di Roma, che annovera Finmeccanica tra gli sponsor principali, partecipano infatti, con i loro capolavori, importanti musei pubblici e prestigiose collezioni private di tutto il mondo.
Nelle sale del Vittoriano si susseguono dunque gli inconfondibili ritratti "col collo lungo", cifra stilistica di massima evidenza dell'opera di Modigliani, e gli splendidi nudi di donna di quello che č stato definito un "Botticelli moderno, tutto bruciato dal fuoco dello spirito", che morė a soli 35 anni e di se stesso scriveva "Sono in preda allo spuntare e al dissolversi di energie fortissime: io vorrei invece che la mia vita fosse come un fiume ricco d'abbondanza che scorresse con gioia sulla terra..."

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