Il restauro dei Bronzi di Riace | |
Si potrebbe ipotizzare, un pò per gioco, che la simpatia di Finmeccanica per i
Bronzi di Riace abbia origine nel fatto che in entrambi i casi si tratta di
eccellenze italiane che vanno ben oltre i confini del Belpaese.
Sta di fatto che il restauro delle due statue del V secolo a.C. ritrovate
nelle acque di Calabria il 16 agosto 1972 è stato un'operazione di mecenatismo
culturale, accompagnata da un'eco straordinaria, il cui significato ha assunto
un importanza cruciale per la comunità archeologica internazionale.
Gli interventi di restauro sui Bronzi - durati due anni e portati avanti da
una squadra di cinque persone - sono stati realizzati per mezzo di sofisticate
tecnologie che hanno permesso, attraverso le piccole aperture presenti nelle
due figure, di asportare i depositi interni, filmare l'intero processo (per un
totale di 80 ore di proiezione) ed effettuare un'accurata pulizia delle pareti
interne del bronzo.
Finmeccanica ha messo a disposizione, oltre al finanziamento, anche la
competenza e le tecnologie d'avanguardia di alcune aziende del Gruppo -
Alenia, Ansaldo, Elsag Bailey -, con diversi apporti specifici come la banca
dati informatica sulla bronzistica antica, i modelli computerizzati delle
statue, il sistema di protezione ambientale e sicurezza.
Tutt'altro che nuova a iniziative di restauro (il Museo Diocesano di Milano,
Santa Croce a Firenze, la palazzina Coppedè a Genova, il complesso di Santa
Maria della Pace a Roma) Finmeccanica ha definito il programma di lavoro sui
Bronzi Restauro come conoscenza, un nome utile a sottolineare il rapporto
dialettico tra l'operazione conservativa e l'acquisizione di informazioni che
restano a disposizione degli studiosi di tutto il mondo.
